PENDOLARI Alla Milano-Laveno record di ritardi
di ELENA CRIPPA Viaggio da Far West sui treni della Lombardia tra ritardi, sovraffollamento e sporcizia. Il calvario dei forzati dei binari – in Lombardia sono mezzo milione ogni giorno tra Le Nord e Trenitalia, 350 mila entrano nella sola Milano – è raccontato, pagina dopo pagina, in un dossier realizzato dalla sezione lombarda di Codici, il centro per i diritti del cittadino, e intitolato “Pendolari in ostaggio: storie di ordinaria follia”. Presentato ieri a Milano, il volume è il frutto di 450 interviste fatte ai pendolari in arrivo o in partenza dalla stazione Cadorna di Milano tra gennaio e febbraio. Ne emerge un quadro “allucinante”, come l’ha definito la curatrice del dossier, Elena Brenna, pure lei un’abitudinaria delle odissee sui vagoni. Se, secondo l’inchiesta di Codici, il “cancro” dei disservizi è comune a tutte le direttrici, c’è però una fascia di pendolari più colputa. Sono gli utenti delle linee Milano-Novara e Milano-Laveno, quelle che toccano con le loro fermate intermedie il territorio varesino, non scherzano. E’ proprio il tratto tra Milano e Saronno quello che conquista, a leggere il dossier, il record di inefficienza. Ritardi anche sulla tratta Busto Arsizio-Milano Cadorna percorsa dal Malpensa Express dove, dal 3 al 22 febbraio, lo sforamento complessivo è stato di 135 minuti. Se qualcuno, forse esagerando, parla di Quarto Mondo e New Medioevo, altri cercano di superare le proprie sventure chiedendo aiuto alla politica: è quello che ha fatto il coordinamento regionale dei comitati pendolari lombardi che ieri ha siglato un patto “sulle cose da fare” (e non le promesse da mantenere) con i candidati in corsa al Pirellone per le prossime regionali.
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